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STORIA DI SCIPPI E SCUDETTI

 
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il conte max
Panchinaro


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MessaggioInviato: Lun Mar 31, 2008 10:09 pm    Oggetto: STORIA DI SCIPPI E SCUDETTI Rispondi citando

All'inizio fu Rosetta. Poi vennero una partita con l'Inter del '61, un gol di Turone e uno di Graziani annullati, molti rigori negati. Fino al caso Ronaldo. Indagine sui troppi favori alla Vecchia Signora

La clamorosa svista dell'arbitro Pasquale Rodomonti che, domenica 19 aprile, non ha visto un regolarissimo gol dell'Empoli. L'inspiegabile cecità del suo collega Piero Ceccarini che, domenica 26 aprile, non ha assegnato un nettissimo rigore all'Inter per un fallo di Mark Iuliano su Ronaldo. In soli otto giorni ombre pesantissime si sono addensate sul primato della Juventus. Già in precedenza al centro dei sospetti per tutta una serie di decisioni arbitrali controverse (tre i casi più vistosi: gol non visto dell'Udinese, rigori evidentissimi negati alla Roma e alla Lazio). Un campionato condizionato da errori a senso unico, come ha riconosciuto Pierluigi Collina, il principe dei fischietti italiani. È così riesplosa l'annosa polemica sui favoritismi di cui godrebbe la società bianconera molto vicina al suo scudetto numero 25. Che verrebbe trattata coi guanti bianchi a causa della soggezione psicologica che eserciterebbe con la sua potenza e il suo blasone.

È una storia che parte da molto lontano, secondo il rumoroso partito dei detrattori juventini. Esattamente dal 1913, quando al termine del girone eliminatorio piemontese la Juventus si ritrovò al sesto e ultimo posto. Giusto in quell'anno si disputava quello che può essere considerato il primo campionato di calcio autenticamente italiano, con partecipazione anche del Sud, sino a Napoli. E per l'occasione era stato varato il meccanismo, ancora sconosciuto, delle retrocessioni. L'ultimo posto comportava il declassamento in seconda categoria. Per la Juventus la sola eventualità equivaleva a un dramma. Fu presa perfino in seria considerazione l'ipotesi di sciogliere il club. Ma erano tempi di regolamenti elastici. Se il girone piemontese nella stagione successiva si presentava completo e agguerrito, a quello lombardo mancava un'unità per far conto pari. Ed ecco l'idea luminosa: iscrivere la Juventus di Torino al girone lombardo, in spregio alla geografia, ma in omaggio all'opportunità. Questa gherminella, che nei sacri testi figura come .un capolavoro di diplomazia. dei dirigenti juventini, consente tuttora alla Vecchia Signora di fregiarsi di un primato, condiviso, guarda caso proprio con l'Inter: non essere mai retrocessa.

CENTOMILA LIRE A ORSI. Quando nel 1923 la potente famiglia degli Agnelli decise di annettersi la Juventus, e il senatore Giovanni ordinò al giovane figlio Edoardo di assumerne la presidenza, il club torinese si proiettò decisamente, in anticipo sui tempi canonici, nell'orbita del professionismo. Già l'ingaggio di Viri Rosetta dalla Pro Vercelli aveva sollevato scandalo, ma per Raimundo Orsi detto Mumo, la stella d'Argentina, considerato la più forte ala di tutti i tempi, almeno sino a Garrincha, si superarono i limiti. Per vincerne la resistenza, la Juventus gli riconobbe centomila lire d'ingaggio, una Fiat 509 e uno stipendio di ottomila lire mensili, il tutto rapportato all'anno 1928. L'Argentina insorse, la Federazione negò il nullaosta, ma tutto si risolse con una quarantena, al termine della quale la Juventus si ritrovò un fuoriclasse decisivo per la conquista dei cinque scudetti consecutivi degli Anni Trenta.

COME NEL '61. A intervalli più o meno regolari, nel dopoguerra, un Agnelli ricompariva in prima persona a reggere le sorti del club di famiglia. Prima Gianni, poi Umberto, i due figli di Edoardo. Fu proprio durante la presidenza di Umberto (aveva assunto la guida della Juventus a soli ventun anni), che scoppiò uno scandalo dalle singolari analogie con quello che ha appena sconvolto il nostro calcio e dintorni. Perché dall'altra parte della barricata c'era anche quella volta l'Inter e perché alla guida dell'Inter c'era un Moratti, Angelo, il padre di Massimo (l'attuale presidente), petroliere di successo. Nella stagione '60-61 alla guida tecnica della squadra fu chiamato Helenio Herrera, "il mago", strappato a peso d'oro al Barcellona. L'Inter in quel campionato era partita a mille, accumulando largo vantaggio. Herrera aveva preteso un po' troppo dai suoi, sul piano atletico; la Juventus aveva operato prima un paziente avvicinamento, poi il sorpasso. Lo scontro diretto, al Comunale di Torino, il 16 aprile 1961, si configurava come il giudizio di Dio. Esattamente come in questa primavera 1998. Sotto la spinta della folla, i cancelli cedettero, sulle gradinate si ritrovarono diecimila spettatori in più. Si riversarono in campo, accucciandosi lungo le linee laterali. L'arbitro era Gambarotta, di Genova. Per un po' tollerò la situazione, si cominciò a giocare e l'Inter colse anche una traversa. Ma i nerazzurri insistevano per la sospensione e l'arbitro li accontentò dopo mezz'ora. Il giudice sportivo, da regolamento, assegnò partita vinta all'Inter per 2-0. La Juventus ricorse. Ora c'era un particolare, che oggi risulterebbe inconcepibile. Umberto Agnelli non era soltanto il presidente della Juventus, era anche il presidente della Federazione Calcio. E quando la Caf (Commissione di Appello Federale), in terzo e ultimo grado, sconfessò la sentenza e ordinò la ripetizione del match, .per la buona fede della società ospitante., Moratti non ci vide più. Ordinò di schierare la squadra ragazzi e così Herrera fece. La Juventus non usò riguardi, né concesse sconti. Vinse 9-1 e Sivori realizzò sei gol, un record. Vittorio Pozzo commentò: .Un'offesa allo sport..

VADE RETRO, ROMA. Per singolare nemesi, l'Inter di Moratti ereditò dalla Juve non solo la leadership calcistica, negli anni Sessanta, ma anche i privilegi riservati ai potenti. Di quell'Inter si ricordano oltre cento partite senza un solo rigore contro. Non a caso, quando Agnelli volle la rifondazione di una grande Juventus, accanto a Giampiero Boniperti presidente chiamò Italo Allodi, che dell'Inter morattiana era stato il discreto e lungimirante tessitore. La Juventus riprese a vincere, contro avversari che si alternavano all'opposizione, e trovavano un comune terreno d'intesa solo nelle lagnanze sui verdetti del campo. Il Torino perse per un punto lo scudetto '72, anche perché l'arbitro Barbaresco gli cancellò un clamoroso gol segnato a Genova, contro la Sampdoria, dal mediano Aldo Agroppi. La palla aveva abbondantemente varcato la linea bianca, prima di essere ricacciata da un difensore sampdoriano: l'episodio anticipa perfettamente i gol fantasma che hanno avvelenato questa stagione. Il Torino uscì sconfitto 2-1, il gol di Agroppi a due minuti dalla fine sarebbe valso il pari e un punto in più in classifica. Rocamblesco, ma senza condizionamenti arbitrali, fu lo scudetto successivo. La Juve (impegnata nell'ultima giornata all'Olimpico contro la Roma) scavalcò il Milan (che, dopo la conquista della Coppa delle coppe, franò a Verona) e distanziò la Lazio fermata a Napoli con un gol di Antonello Cuccureddu, a cinque minuti dalla fine. Qualche mese dopo, il presidente della Roma Gaetano Anzalone epurò mezza squadra.

Maggior sensazione ancora destò la conclusione del campionato '80-'81, contrassegnato dal lungo, appassionante duello della Juve di Giovanni Trapattoni con l'emergente Roma di Nils Liedholm. C'era stato un burrascoso prologo, quando in occasione del derby col Torino l'arbitro Agnolin aveva convalidato ai granata un gol di Francesco Graziani inficiato, secondo i giocatori juventini, da un fallo al portiere Dino Zoff. Roberto Bettega si era reso protagonista di un acceso diverbio con l'arbitro, ed era stato pesantemente squalificato. La Juventus si sentiva quindi in credito con la classe arbitrale. Lo scontro scudetto con la Roma andò in scena a Torino il 10 maggio 1981, con la Juventus avanti di un punto in classifica. Partita a lungo bloccata sul pari, che avrebbe fatto il gioco della capolista, sin quando il difensore romanista Ramon Turone, spintosi all'attacco, realizzò il gol decisivo con un perfetto colpo di testa. L'arbitro Bergamo, livornese come Ceccarini, consultò il guardalinee e annullò per fuorigioco. Alla moviola, la posizione di Turone apparve regolare. Nell'occasione, il presidente della Roma Dino Viola pronunciò una frase rimasta celebre: .Lo scudetto è stato assegnato per una questione di centimetri..

IERI BRADY, OGGI RONALDO. Già pesantemente segnata dai sospetti, nel campionato successivo la Juventus si trovò invischiata in un interminabile testa a testa con la Fiorentina, che le scatenò contro le ire (non ancora placate) del regista Franco Zeffirelli. Juventus e Fiorentina lottarono punto a punto per l'intera stagione, con la Roma in scia, e a una giornata dalla conclusione si ritrovarono in perfetta parità, 44 punti a testa. L'ipotesi dello spareggio, conclusione tutto sommato ideale per stemperare i veleni, appariva la più probabile. Per la Juventus a Catanzaro e la Fiorentina a Cagliari la vittoria era considerata poco più che una formalità. A Catanzaro l'arbitro Pieri concesse un rigore alla Juventus, che lo trasformò con Liam Brady (già ceduto per far posto a Michel Platini, ingaggiato personalmente dall'Avvocato) e lo difese sino al termine. A Cagliari anche la Fiorentina era andata in gol, con Graziani, ma l'arbitro Mattei aveva annullato il punto, fermando così il risultato sullo zero a zero. Ancora una volta si scatenò il finimondo, sul quale cadde però provvidenziale la cappa del Mundial, che si sarebbe concluso con il trionfo in Spagna dell'Italia.

Di strapotere bianconero si è tornati a parlare dopo che nel '94 un altro ribaltone societario ha pensionato definitivamente Boniperti e riportato in auge Umberto Agnelli, affiancato da Bettega e poi da Antonio Giraudo e Luciano Moggi. Una Juventus così diversa rispetto al passato, non di rado dimentica del suo stile proverbiale, tesa a coniugare prosaicamente vittorie e bilancio. Ma ugualmente finita nel calderone delle accuse, delle allusioni. Lo scorso anno il Parma, lanciato alla rimonta, fu fermato nel testa a testa di Torino da un calcio di rigore (arbitro Collina, il migliore). E in questa stagione due gol vistosi non contabilizzati a Udinese e Empoli, e i rigori non assegnati a Roma e Lazio. Fino alla tempesta con l'Inter, il fallo ignorato su Ronaldo e la conseguente crocifissione di Ceccarini. La psicosi del sospetto a quel punto è dilagata.
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MessaggioInviato: Lun Mar 31, 2008 11:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

DNA DA ONESTI

1) Vincono il loro 1 scudetto targato 1910 ai danni della fortissima pro-vercelli che x protesta , schierò RAGAZZINI di 11 anni , visto il tentativo inutile di spostare la finale che x un errore del calendario, si giocava nello stesso giorno della nazionale alla quale forniva quasi tutti i giocatori ..
Sportivamente la nascente internazionale RIFIUTO’ , il risultato fu 10-3 , questo primo titolo nazionale è stato il preludio dei grandiosi successi nerazzurri…………
2) Non avrei lustro nemmeno dello scudetto targato 1930 , una formazione fusa con l’us-milanese denominata ambrosiana INTER , le cronache della finale parlano di un rigore sbagliato da un giocatore genoano sul 3 a 3 negli ultimi minuti x la folla minacciosa dietro la porta milanese
3) ) Nel frattempo abbiamo sorvolato sul quel !! mai stati in serie b !!! vanto di poco conto visto che nel 1922 l’internazionale incappò nella peggiore stagione della sua storia…. Ultima con soli tre punti al giro di boa, non seppe evitare quella che sarebbe stata una triste RETROCESIONE se non fosse intervenuta, due mesi dopo la fine del torneo, l'insperata ciambella di salvataggio della riunificazione del campionato, avvenuta sulla base del “ Compromesso Colombo “che, derogando alle regole prestabilite, diede modo ai nerazzurri di salvarsi ripresentandosi nella massima serie l'annata successiva.
4) Lo scudetto del 1953 è stata una cavalcata senza concorrenti vinto anticipatamente a 3 giornate dal termine ebbe l’onere di PERDERE le 3 restanti , indi iniziare a guadagnarsi sul campo l’aggettivo di ONESTI……

5) L’era del padre dell’onesto è la conferma come l’internazionale vinca sul campo….i 3 scudetti dal 63 al 66 sono ben riconducibili al famoso CAFFE’ di helenio herrera , mentre le 2 uniche coppe europee sono anche legate a mercedes devolute con generosità agli arbitri …. L’inter in quel trienno realizzò un record invidiabile e imbattibile , rimase 99 partite senza vedersi assegnare un RIGORE.. Anche il quotidiano londinese TIMES ha riportato la confessione dell’arbitro ungherese Gyorgi Vadas e il tentativo di corruzione articolato di quell’inter benefattrice di orologi e mercedes in cambio di rigori , peccato che dopo 2 vittorie ai danni di Borussia e Liverpool il terzo tentativo col Real andò a vuoto come l’arbitro ungherese confessò in una intervista pubblicata in un libro di un giornalista ungherese ripresa di recente dal TIMES….

6) 1963-64 inizia ad intravedersi la vera indole “ appropriarsi degli scudetti altrui “.
Da un’intervista BULGARELLI dichiara che prima dell’incontro col milan il tecnico BERNARDINI gli disse che , se avessero vinto sarebbero successo qualcosa di grave..Il giorno dopo puntuale vengono accusati di doping per la partita contro il TORINO vinta 4 a 1 ,da lì venivamo chiamati drogati in tutti i campi d’italia. Grazie all’affetto della città di BOLOGNA , non mollammo, e andammo a conquistare uno scudetto pulito e meritato in uno spareggio con la fortissima INTER..

7)1971-1972 Nel 1971 l’Inter ruba una qualificazione in Coppa Campioni grazie alla famosa finta lattina di Moenchengladbach. L'Inter, sconfitta sul campo 7-1, consegnò una lattina tirata fuori dal nulla all'arbitro e disse che aveva colpito Boninsegna. In sede di giudizio, il potere politico dell'Inter, nettamente superiore a quello del provinciale Borussia Moenchengladbach, spinse i parrucconi Uefa a disporre l'incredibile ripetizione dell'incontro. Anni più tardi gli stessi interisti protagonisti della vicenda ammisero di aver truccato le carte.




Cool L’8 maggio del 1991 a San Siro si gioca l’andata della finale della coppa Uefa Inter-Roma. Partita strana: normale per tutto il primo tempo, in bianco; nel secondo l’arbitro russo con il cognome da medicinale, SPIRIN, decide di animare la partita e dà un rigore inventato che Matthaus realizza. Finirà due a zero.
«La finale con l’Inter? L’ho persa io. Mi proposero di comprare l’arbitro.A parlare è ETTORE figlio del presidente VIOLA , il prezzo era accomodabile , la ROMA era già passata di fatto a CIARRAPICO e non me la sono sentita di rischiare e regalare la gioia di una coppa a lui...Nei sedicesimi di finale di quell’anno l’Inter aveva perso con l’Aston Villa la partita di andata per 0-2. Nel ritorno di San Siro riuscì clamorosamente a ribaltare il risultato vincendo 3-0. Sapete chi era l’arbitro di quell’incontro: un certo SPIRIN.
FINE 1° PUNTATA.
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MessaggioInviato: Lun Mar 31, 2008 11:05 pm    Oggetto: RACCONTO TIFOSO VERONESE. Rispondi citando

Il 12 settembre 1982 , allo stadio bentegodi era di scena l’inter,per la prima di campionato. Eravamo euforici ,si tornava a misurarci con tutti ,l’hellas al cospetto dei campioni del mondo , oriali,bergomi,altobelli ,con la famigerata tifoseria interista.Fu un brusco risveglio per tutti giocatori e sostenitori gialloblu.Partimmo subito in salita subendo torti arbitrali su torti….robe mai viste con inter e roma .Negli anni a venire certe situazioni ci avrebbero fatto parlare di “ sudditanza psicologica “io ho sempre parlato di “ malafede e di interessi superiori “ . Ricordo che la partita persa in casa con l’inter causò , a mio parere per le ingiustizie subite sul campo , incidenti gravissimi tra le due tifoserie.
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MessaggioInviato: Lun Mar 31, 2008 11:16 pm    Oggetto: SCUDETTI RUBATI Rispondi citando

Lo ha fatto di nuovo, il topolone. Formaggione, alè, rosicata, hurrà. Non a caso, il suo cognome è un destino, MoRatti, un nome, una rosicatona. Anche dopo l'ennesima domenica di rigore estratto dal cilindro nel momento di sofferenza massima, il solito ignoto con i denti colorati apre la bocca dopo che l'ha tenuta chiusa per 2 settimane con la buona coda di paglia che si è ritrovato dopo che oramai più di mezza Italia l'ha capito che tanto onesto, l'uomo che tarocca bilanci e passaporti, non lo è. Ingoia del provolone piccante tutto d'un pezzo e parla, il simppatttico, della seconda data più celebrata in Italia dopo il santo Natale. Ricordate quel giorno, no? Ricordate, come ci si arrivò a quel giorno, no? Ricordiamo benissimo, lui no, perchè se non spara la vaccata dopo aver contato fino almeno a 2, non piglia sonno la notte. Non si ricorda che pigliava quattro pappine nei derby, l'anno dopo Wimbledon. Non si ricorda, forse, che per vincere un derby, aveva bisogno della coscia di Vieri. Non vuole ricordare che a cinque giornate dalla fine, ne prendeva due in casa dall'Atalanta. Dimentica che a Verona si fece raggiungere all'87 da un colpo di testa di Cossato, dopo che Lupatelli regalò (è proprio il caso di ricordarlo) un gol a Ronaldo. Dimentica quel clima da vomito che vivemmo in quella settimana che portò al 5 maggio. Dimentica "Nè Juve, nè Roma, Inter Campione, lo striscione che campeggia in curva nord, feudo laziale", come recitava la radiocronaca di Tutto il calcio minuto per minuto. Dimentica i tifosi laziali che andavano in giro con la maglia del loro avversario. Scordiamoci poi le contestazioni verso Cragnotti, Zaccheroni e i propri giocatori ogni volta che prendevano palla. Non ricordiamo poi le prodezze di Angelo Peruzzi per evitare il primo gol dell'inter, una farsa da ufficio indagini. Non ricordiamo come arrivò l'angolo del secondo gol interista, allora.Massì, invece lo facciamo: con sufficienza, Couto la appoggia fuori. Non ricordiamo poi San Gresko,Sorondo, Ferraro e Dalmat (un cane, di nome e di fatto) campioni in campo in quella partita, al livello di Trezeguet (capocannoniere senza tirare nemmeno un rigore), Nedved e Del Piero. Non ricordiamoci le clamorose papere difensive dei già Campioni d'Italia festanti in quel mattino con i bandieroni già stampati in tricolore, numero 14. Dimentichiamoci le richieste da illecito sportivo di Materazzi ripreso da tutte le tv, che chiese ai rivali della Lazio di lasciarli vincere, dopo la pallanuoto di Perugia in vasca lunga. Tentativo, anche se irrisolto, di truccare una partita, come tanto ci hanno insegnato con Farsopoli. Nessuno parlò. Dimentichiamoci dei falli e dei calci da codice penale del futuro Smoking bianco, esempio di difensori per tutti i bambini. Dimentichiamoci che in quella giornata, le povere vittime defraudate dai cattivoni, scesero dal primo al terzo posto. Delirio, frustrazione, cultura sportiva. Lo stesso uomo (si fa per dire, eh) che predicava fair-play prima di Juve-inter in Coppa Italia, ben rispettato dal suo Balotelli, da Pelè e Vieira. Grazie, signor Moratti. Ogni volta che apre quella bocca, è un autogol voluto e cercato. Grazie, nuova dirigenza Juve. Grazie, che consenti che anche gente come Moratti possa alitare contro la signora Juventus, macchiandole uno degli scudetti più belli di tutta la sua storia. Almeno una parolina, almeno una fiatata per ricordare la bellezza e la leggittimità di quello scudetto vero. Ci sono dei tifosi ed una storia da tutelare, ma forse a loro non interessa più di tanto difenderci dalle facce identiche ad un fondoschiena che la dignità, non sanno nemmeno dove sta di casa. 5 maggio. Del 2002. Va specificato anche l'anno, perchè poi loro ne hanno anche un altro, quello del 1991. Inter-Samp 0-2, blucerchiati Campioni d'Italia con il loro fuoriclasse Mancini, quello che "non lo vogliamo! non lo vogliamo!", dicevano di lui quelli che non per la prima e non per l'ultima volta, fecero i loro consuetì falò allo stadio, assieme ai soliti cori irripetibili. 5 Maggio, fatevene una ragione.
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MessaggioInviato: Mar Apr 01, 2008 4:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

x me chi scrive è 1 robot o 1 persona con capacità di pensiero pari a zero.....visto che qua vengono solo riportate frasi....
se sei 1 essere umano ricordati che nel caffè c va lo zucchero nn il sale,a giudicare dalla tua testa di caffè salati ne avrai bevuti parecchi .....
MAI STATI IN B!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

DARE 76 PUNTI DI DISTACCO ALLA JUVE NN HA PREZZO
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MessaggioInviato: Mar Apr 01, 2008 10:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma brutto coglione l'inter non venne retrocessa solo perchè allora ancora non esisteva la retrocessione...se devi fare il saputello almeno informati!
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Dopo istanbul e calciopoli...ho solo una cosa da dire: Io sono interista..e sono sempre più fiero di esserlo!!!! FORZA INTER...PER SEMPRE!!!!!!!!!!!!!!!!!
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MessaggioInviato: Mer Apr 02, 2008 10:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

discepolo arrogante di moRATTI qua se c'è mqualcuno che semina odio e dice stronzate èsei solo tu...la verità fa male !!!!!
grazie Colombo grazie.....un milanista vi ha salvati analfabeta....
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il conte max
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MessaggioInviato: Gio Apr 03, 2008 2:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

fighter ha scritto:
discepolo arrogante di moRATTI qua se c'è mqualcuno che semina odio e dice stronzate èsei solo tu...la verità fa male !!!!!
grazie Colombo grazie.....un milanista vi ha salvati analfabeta....

c spieghi l'ultima frase???
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zlatan8uccide
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MessaggioInviato: Mer Apr 09, 2008 10:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

quando la finirai di scrivere certe minchiate inizierò a parlarti...certo che 6 strano, solo perchè ti rode che una squadra onesta ti sta dando 16 punti inizi ad infangare la sua storia...ma vergognati...vai a nasconderti coglione! e datti fuoco!
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crespo4ever
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MessaggioInviato: Sab Apr 12, 2008 8:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

oddio ke interventistralunghi....

nn commenterò inutilmente xkè nn ho letto tutto,
xciò dico solo INTER FINO ALLA MORTE!!
SEMPRE E COMUNQUE!
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QUESTA NOTTE SPLENDIDA DARA' I COLORI AL NOSTRO STEMMA: IL NERO E L'AZZURRO SULLO SFONDO D'ORO DELLE STELLE; SI KIAMERA' INTERNAZIONALE, XKE' NOI SIAMO CITTADINI DEL MONDO....
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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 9:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vincono il loro 1 scudetto targato 1910 ai danni della fortissima pro-vercelli che x protesta , schierò RAGAZZINI di 11 anni , visto il tentativo inutile di spostare la finale che x un errore del calendario, si giocava nello stesso giorno della nazionale alla quale forniva quasi tutti i giocatori ..
Sportivamente la nascente internazionale RIFIUTO’ , il risultato fu 10-3 , questo primo titolo nazionale è stato il preludio dei grandiosi successi nerazzurri…………

ce lo siamo cmq giocato sul campo e nn al telefono caro
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è dallo stile e dall'eleganza del cuore che si riconoscono gli interisti... NOI SIAMO GIACINTO FACCHETTI...
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